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...UNA STORIA MILLENARIA
Articolo del Prof. Maurizio Landolfi, Direttore Archeologo Coordinatore della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, Direttore dell’ Antiquarium Statale di Numana: Le peculiarità del Conero che oggi attirano migliaia di visitatori, costa alta a strapiombo sul mare e insenature suggestive dai ripidi pendii ricopdahydria-x-web-corrl verde della vegetazione, in altri tempi, in età preistorica e soprattutto protostorica (IX-VII sec. a. C.) con particolare riferimento all’età arcaica (VI sec. a. C.), classica (V-IV sec. a. C.) e del primo ellenismo (III e II sec. a. C.) hanno fatto la fortuna economica e culturale di questa terra che attraverso numerose testimonianze si è rivelata di straordinaria importanza archeologica. Sono state rinvenute oltre 2000 tombe picene messe in luce nei territori di Numana e Sirolo, e dalla documentazione di cui si è in possesso, è nota la notevole e significativa frequentazione umana che dall’ età preistorica (Paleolitico, Neolitico, Età del bronzo), attraverso l’ Età del Ferro ed Età Romana, arriva fino ai nostri giorni con una continuità che trova difficilmente riscontri analoghi nelle Marche. L’ età protostorica segna unfoto_reperti_scavi_piceni_008a stagione particolarmente prospera per l’ antica Numana, quando, grazie al suo approdo naturale, si trovò inserita in una vasta rete di scambi commerciali e culturali di ampio respiro che abbracciava tutto l’ arco dell’ Adriatico, favorendo il contatto tra il Mediterraneo Orientale ed il Nord Europa. Dalla fine del VII sec. a. C. sino ad oltre la metà del IV sec. a. C. Numana fu un attivo porto di commerci. Questo centro piceno, in qualità di punto di sosta e rifornimento per natanti che risalivano ed attraversavano l’ Adriatico e nello stesso tempo terminale di un itinerario transappenninico, conobbe una felice stagione di prosperità a tutto svantaggio della vicina Ancona.


 
 
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