|
Pagina 3 di 3
In una società picena così strutturata il ruolo della donna era preciso, dai tratti forti, adatto ad una società di pastori, guerrieri, agricoltori e non sicuramente secondario a giudicare, almeno, da alcune deposizioni femminili, come quelle delle ‘Amazzoni’di Belmonte Piceno, della principessa di Pitino di San Severino Marche e della regina picena di Numana e Sirolo. Quest’ ultima della fine del VI sec. a. C. con ricca associazione funeraria e con due carri, un calesse e una biga, è eccezionale e sulla base di curiosi confronti con altrettanto ricche sepolture di principesse celtiche rinvenute in Germania, Austria e Francia, come la tomba della Dama di Vix, quella umanate si presta ad interessanti considerazioni sull’ importanza della donna in età protostorica nelle società periferiche rispetto al mondo etrusco ed ellenico. La scoperta della sepoltura monumentale della regina picena risale all’’89, nella necropoli i Pini di Sirolo, un’ occasione per conoscere gli aspetti di alcune fasi culturali che nell’ antichità hanno contraddistinto questo comprensorio, offre notevoli scoperte sul mondo dei Piceni e sul fascino e mistero delle loro donne. In questo angolo dell’ Adriatico, del mondo greco e omerico sono familiari e di casa soltanto eroi ed eroine inquietanti e misteriosi come Diomede, Aiace, ma soprattutto Medea, Clitennestra e le Amazzoni. Si tratta in prevalenza di maghe o personaggi mitologici dai tratti forti ed enigmatici che per assonanze o simpatie risultavano graditi alle popolazioni locali. Alle suggestioni mitologiche evocate dai contesti delle necropoli picene, si devono aggiungere quelle altrettanto misteriose provenienti dalle oscurità dei fondali marini, se è vero, come da alcuni sostenuto, che l’ Atleta di Lisippo, la statua di bronzo del Museo P Getty di Malibù in California, sarebbe stata rinvenuta al largo del mare di Numana. I frequenti e prolungati contatti e le affinità che uniscono Ancona e Numana, significativamente contrappostealle estremità del promontorio del Conero, rendono complementare il discorso dell’ area archeologica dei Pini e dell’ Antiquarium di Numana con la visita al museo Archeologico delle Marche di Ancona. Solo così si verrà a conoscenza delle fasi culturali dei diversi periodi storici che hanno caratterizzato questo territorio. Con ‘continuità’ si contraddistingue poi una frequentazione umana continua fin dal Paleolitico, quindi ricchezza archeologica eccezionale che nel tempo ha saputo dare vita a forme diverse di insediamento con manifestazioni proprie, differenziate e articolate in sintonia con l’ ambiente e all’ interno di quella complementarietà tra le sue componenti cui si è fatto cenno pocanzi.
<< Inizio < Prec. 1 2 3 Pross. > Fine >> |