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....GEOLOGIA
Il Conero emerse verso la fine del Miocene, in seguito all’orogenesi dell’Appennino centrale:la natura geologica di questo massiccio è infatti simile a quella di ampie zone dell’Appennino umbro-marchigiano, con cui troviamo analogie sia nella genesi delle rocce, sia nelle seriestratigrafiche (dalla maiolica del Cretaceo al Pliocene).
Da un punto di visto geo-morfologico è possibile riconoscere nell’area tre grandi zone:
- La fascia costiera con due principali tipologie litologiche: da Ancona a Portonovo e dai Sassi Neri a Numana la falesia è di tipo marnoso-arenacea delle formazioni dello Schlier mentre tra Portonovo ed i Sassi Neri è calcarea con i litotipi della maiolica e della scaglia bianca e rossa. Le numerose frane di crollo, che interessano il versante orientale del Conero,
sono da imputarsi alla incoerenza dei materiali che costituiscono la falesia ed al moto ondoso che erode il piede del monte.
- Le colline del settore interno, nella zona ad ovest del Monte Conero, dove affiorano i depositi pelitico-arenacei e marnosi di età mio-pliocenica. Il substrato litologico di questa zona è costituito da depositi molto fini.
- Il Monte Conero il cui nucleo è costituito da rocce calcaree la cui stratificazione risulta moderatamente inclinata verso l’entroterra; nel versante a mare il complesso ordinato degli strati si piega assumendo una posizione sub-verticale. Al di sopra degli strati di calcare (di tipo maiolica), anche le altre formazioni rocciose, come le marne, la scaglia bianca e la scaglia rossa, assumono gli stessi orientamenti. Questo spiega la diversa condizione morfologica dei due versanti: uno moderatamente acclive e coperto di boschi, l’altro scosceso e spesso privo di copertura vegetale. (foto Raffaele Pepa)
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