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....AREA UMIDA
ENTE PARCO REGIONALE DEL CONERO
REALIZZAZIONE DI UN’AREA UMIDA CONTIGUA AL FIUME MUSONE
Importo complessivo €. 80.000,00
Progetto definitivo
Premessa
Come noto le aree umide lungo la costa sono ormai rarissime su tutto il tratto di litorale adriatico a sud della foce del
fiume Reno sino agli stagni di Lesina e Varano nel Parco Nazionale del Gargano e la loro importanza per le rotte migratorie è
altrettanto acclarata. Nella piana del Musone, un tempo costellata da piccole zone umide quali acquitrini e stagni
retrodunali, oggi sono presenti solo 5 invasi di origine artificiale detti “guazzi” realizzati per lo svolgimento di attività
venatorie da appostamento fisso. I guazzi sono presenti nel territorio, già a partire dalla seconda metà del XIX secolo, e
sono costituiti da piccoli invasi artificiali dotati di un appostamento fisso di caccia. Essi sono ricavati all'interno di
quadrati di circa 100 x 100 metri (1 ettaro), hanno una superficie media del bacino di 7000 mq e la loro forma è reniforme
con una penisola al centro sulla quale si colloca una capannina di appostamento fìsso semi-interrata e ben mimetizzata. La
profondità dell'acqua nel periodo di utilizzo venatorio è variabile dai circa 50-60 centimetri in prossimità delle sponde a
profondità anche inferiori a 20 centimetri nella zona centrale. La presenza del fiume e di tali piccole aree lacustri con
acqua bassa rende questo territorio particolarmente interessante per la presenza di specie ed associazioni vegetali rare
oltre che particolarmente importante per la fauna delle zone umide. Il Parco del Conero negli anni 2000-2005 ha gestito in
affitto uno dei "guazzi" presenti nella piana del Musone in territorio esterno ai propri confini amministrativi. Tale
gestione, cessata per l’insostenibile canone d’affitto ha dato ottimi risultati sia dal punto di vista naturalistico che
turistico, anche grazie alla collaborazione con la Coop. Forestalp che ha realizzato una serie di iniziative rivolte alla
didattica naturalistica e la mondo della scuola. Dalle indagini naturalistiche effettuate nel guazzo durante i due anni di
gestione si sono acquisite informazioni approfondite sulla flora e sulla fauna presente in questa tipologia di zone umida.
Molto sinteticamente per quanto riguarda la flora sono state individuate diverse specie di notevole interesse floristico
perché legate ad ambienti umidi con acqua poco profonda che sono rarissimi nella regione Marche. Tra essi sono da menzionare:
Rununculus baudotii Godron, Rununculus ophioglossifolius Vili., Rununculus trichophyllus Chaix, Rununculus velulinus Ten.,
Hirschfeldiu incunei (I..) Lagr.F., Lythrum tribracteatum Saizm. Ex Sprengel, Oenanthe silaifolia Bieb, Ruppia marilimu L.,
Zannichellia palustre L. ssp. pedicellata, Juncus compressus Jacq. e Crypsis schoenoides (I..) Lam. Lo studio della
vegetazione ha consentito l'individuazione di numerose associazioni di differente significato ecologico. In particolare le
comunità rinvenute si distribuiscono secondo gradienti di umidità e di profondità delle acque. Per quanto riguarda la fauna,
questa è rappresentata soprattutto dall’avifauna migratrice, di ritorno dall'Italia meridionale e dalle regioni africane,
risalgono in primavera verso il nord Europa transitando lungo le 3 principali direttrici attraverso il bacino del
Mediterraneo: Marocco, Gibilterra e Spagna ad ovest, Tunisia, Sicilia e penisola italiana al centro. Medio Oriente e Bosforo
ad est. Gli uccelli infatti preferiscono volare sopra la terraferma sia per la possibilità di fermarsi per il riposo e
l'alimentazione, sia per la creazione di correnti ascensionali che agevolano, specie a grandi rapaci e ciconiformi, gli
spostamenti, sia perché utilizzano la linea di costa come segnavia della propria dirczione verso nord. Lungo la rotta
adriatica, il promontorio naturale del Monte Conero è una delle principali direttrici seguite in primavera dall'avifauna
migratoria che risale dall'Africa verso l'Europa. Le piccole aree lacustri realizzate verso la foce del musone sono proprio
lungo la direttrice migratoria principale che dal Gargano risale al Monte Conero per poi dividersi in una direttrice che
prende il mare verso le coste della Jugoslavia ed in una direttrice che continua lungo la costa orientale verso la foce del
Po. Essi, con le loro acque basse, rappresentano un ideale punto di sosta per tutti quei migratori legati agli ambienti
acquatici ma anche per i rapaci migratori che qui trovano sosta e nutrimento. I guazzi per la loro posizione geografica e per
la presenza di acque basse in cui diverse specie di uccelli possono alimentarsi, può essere considerata una delle più
importante zona della regione per l'avifauna migratoria.
Obbiettivo del progetto
L’amministrazione del Parco, dati gli ottimi risultati ottenuti con la gestione di un guazzo fuori dai suoi confini
amministrativi, ha espresso la volontà di riprendere tale iniziativa realizzando e gestendo una area umida, questa volta
all’interno dei confini del Parco sempre con l’obbiettivo primario di svolgere azioni di tutela e divulgazione scientifica.
L’obbiettivo è quello di creare una piccola area umida, ancorché di origine artificiale, con la volontà di creare le
condizioni ambientali favorevoli alla sosta dell'avifauna migratoria e stanziale al fine di una sua conoscenza e tutela; la
fruizione del sito sarà rivolta al pubblico con particolare riguardo al mondo della scuola.
Caratteristiche del sito
La localizzazione del nuovo guazzo è sempre quella del contesto ambientale e geomorfologico dei guazzi nella piana
alluvionale costiera nei pressi della foce del fiume Musone e precisamente tra il percorso ciclabile del Parco e la sponda
sinistra idrografica del fiume a circa 200 m della confluenza dell’Aspio con il Musone. La zona è stata motivo di profonde
trasformazioni che il paesaggio naturale ha subito nel corso dei secoli. Nel medioevo l'area era caratterizzata da estese
paludi che sono state bonificate e messe a coltura nel corso del XV secolo mediante la deviazione del corso del fiume Musone.
Attualmente il territorio agricolo viene intensivamente coltivato prevalentemente a frumento duro, mais, pisello e bietola e
rimangono, come elementi diffusi del paesaggio agrario di un tempo, alcuni alberi isolati, filari e siepi localizzati
soprattutto lungo le strade ed i canali. L'area d’intervento è caratterizzata da una radura in cui è presente una sporadica
vegetazione ripariale con invasione di robinia pseudoacacia. Sulla base dei dati scaturiti dai rilievi geologici e
topografici e dalle risultanze dello Studio idrologico-ldraulico della sezione del fiume nel tratto di interesse risulta
quanto segue: Il sito individuato ricade su un terrazzo attuale del fiume Musone, all'interno dell'area golenale del corso
d'acqua. La pista ciclabile è stata individuata nell'area alberata in sinistra idrografica evitando di interferire con le
essenze arboree. Il tempo di ritorno delle piene che possano interessare l'area dell’invaso sono di 2 anni nell'attuale
configurazione morfologica (portata smaltibile 200 mc/sec). L'area utilizzata, di proprietà della famiglia Leopardi Ditajuti,
assomma ad una superficie di circa 1 ha e ricade nel foglio n. 13 del NCT del Comune di Numana, particelle n. 22, 26, 25. La
gestione sarà ceduta al parco con un comodato d’uso oneroso o affitto ad un canone complessivo annuo di €. 500,00 esclude
subaffitti o trasformazioni del sito diverse da quelle sin qui descritte sinteticamente. L'area sarà individuata con la messa
in opera di un’apposita segnaletica che racchiude lo specchio d'acqua e le necessario aree di rispetto perimetrali.
Lavori previsti
Gli interventi previsti dal presente progetto sono quelli di realizzare un piccolo invaso con le caratteristiche tali da
ospitare il maggior numero di specie di uccelli, e saranno previsti interventi per l’adeguamento ambientale dell’invaso con
miglioramento delle condizioni micro ambientali onde favorire la sosta e la nidificazione delle specie ornitiche di passo e
stanziali, attraverso la creazione di micro habitat mediante miglioramento delle piantagione di arbusti e alberi in alcuni
settori dell'area, inoltre potranno essere necessario piccole modifiche all'altezza degli argini per migliorare la capacità
idrica, oltre che per garantire la presenza di acqua durante tutto l’anno. Le sezioni progettuali analizzate e allegate al
presente progetto sono state impostate prevedendo un pendenza del 33% lato pista ciclabile e del 40% lato fiume evitando
interferenze con essenze arboree protette. Lungo la sezione longitudinale è possibile prevedere una pendenza del 10% lato
monte e del 40% lato valle. Considerando che da dati bibbiliografici risulta che una zona umida diventa un habitat
sufficientemente ospitale per gli insetti e gli invertebrati acquatici quando supera i 25 mq di superfìcie (a), per gli
anfibi e per i rettili acquatici quando supera i 100 mq (b) , per i pesci quando supera 2.500 mq ed infine per gli uccelli
quando è maggiore di 10.000 mq. Le dimensioni del guazzo saranno quella sufficienti ad ospitare l’avifauna, e pertanto non
inferiore ai 2.500 mq, con uno specchio d’acqua permanente di circa 650 mq. Sarà inoltre soddisfatta la distanza di fuga
degli uccelli che è di circa 100 m e quindi sarà lungo in modo tale da consentire alle anatre di rimanere in acqua se un uomo
si affacciasse sugli argini. In accordo con quanto osservato con l’esperienza del guazzo l’invaso sarà caratterizzato da
acque poco profonde massimo 1 m e le rive dolcemente degradanti, , poiché sono sicuramente adatte agli aironi, alle anatre di
superficie, alle oche selvatiche, alle folaghe, agli altri rallidi, ai mignattini e a tutti gli altri limicoli. Quasi tutti
gli uccelli sopra menzionati si avvantaggiano anche della presenta di isolette, zone con vegetazione erbacea bassa e canneti
per cui si ravvisa la necessità, di prevederne la fattibilità in fase di realizzazione. Importante sulla riva è la presenza
di prati umidi finalizzati al mantenimento di uno strato d'acqua variabile tra pochi millimetri e pochi centimetri ( con un
massimo di 30 cm in eventuali depressioni). I prati umidi presentano in inverno e durante le migrazioni condizioni idonee
alla sosta e all'alimentazione di limicoli quali cavaliere d'Italia, pavoncella, piviere dorato, pittima reale, chiurlo,
combattente, pantana, pettegola, totano moro. In fine, molto importante è la presenza di un canneto di (Phragmites
australis), poiché molte specie utilizzano tale ambiente per la alimentazione, nidificazione o come semplice rifugio per cui
è opportuno prevedere una zona da destinare a canneto che però deve essere contenuta con opportuni sfalci o lavorazioni. A
salvaguardia dell’invaso dalle esondazioni del fiume sarà realizzato un piccolo canale scolmatore che dall’invaso porterà
l’acqua di nuovo nell’alveo del fiume. Il canale avrà la lunghezza di circa 50m per una sezione di 2x2 m. La profondità del
canale sarà poco superiore a quella del rinvenimento dell’acqua nell’invaso con pendenza del fondo tale da raccordarsi con
l’alveo del fiume Musone al fine di impedire il completo interramento in caso di piena. Le sponde del canale saranno in parte
presidiate con palizzate in legno idoneo sino ad una quota di un 1 m dal fondo alveo e la profondità di infissione dei pali
di almeno 1,5 m. L’area sarà attrezzata con il ripristino del percorso ciclabile e alcuni percorsi pedonali di accesso
all’invaso, delle staccionate, sbarre e degli ombreggianti per gestire la fruizione dell’area da parte dei visitatori senza
portare disturbo agli animali. Oltre ai sopra indicati interventi saranno messe in opera, ma in un secondo momento
utilizzando le somme a disposizione dell’amministrazione, le strutture didattiche adatte alla fruizione del sito nell’ottica
dell’osservazione dell’avifauna per il birdwatching e dello studio della vegetazione ripariale delle aree umide.
Manutenzione delle opere
Nel presente progetto viene considerato anche l’accantonamento di una cifra pari €. 2.208,00 per la manutenzione del verde e
i possibili interventi di espurgo dell’invaso in caso di esondazioni del fiume.
Una particolare importanza verrà attribuita alla componente di ricerca scientifica nel comparto botanico; infatti in tali
microambienti si insediano specie vegetali di notevole importanza come evidenziato dalle indagini condotte dal Prof. E.
Biondi del Dipartimento di biotecnologie dell'Università di Ancona in occasione della redazione del Piano Naturalistico del
Parco.
Le specie igrofile rinvenute in questo ambito fluviale sono perlopiù relittuali nel contesto locale a causa della gestione
agricola delle pianure litorali.
Il progetto e le opere manutentorie per i primi tre anni viene realizzato nell'ambito dei finanziamenti regionali in conto
capitale del PTRAP anni 2005 - 2006 per euro 80.000,
Sirolo, 3 luglio 2007
Il progettista
Dott. Agr. Marco Zannini
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